Umberto

Tecnico applicazioni web

High Dynamic Range HDR

 

High Dynamic Range HDR ovvero High Dynamic Range tecnica utilizzata sia in fotografia che in grafica per permettere di compiere i calcoli di illuminazione in spazi più; ampi (high range) rappresentando così valori di illuminazione molto bassi o molto alti.

Cercando di semplificare: possiamo ottenere una gamma dinamica di colori maggiore molto più in risalto con lo spazio; quindi molto più simile all’occhio umano.

Quindi, appare logico, che le tecniche di HDR si basano sulla luce (sempre e solo lei!!!) e sulla sua natura fisica (infatti nei calcoli si usano le stesse unità di misura della fotometria).
Ora vi domanderete, sicuramente due cose:

  1. Cosa c”entra con il web HDR?
  2. Come si fa a realizzare foto in HDR?

Alla prima domanda è facile rispondere: la grafica, le immagini sono parte integrante nella realizzazione di un sito web (cataloghi di prodotti, portfolio fotografici e altro)catturando l’attenzione del visitatore del sito.

Anche alla seconda domanda non è difficile rispondere: è abbastanza semplice realizzare una foto HDR.

Con una macchina fotografica digitale si scattano più istanze della stessa foto, con valori d’esposizione differenti,
generalmente più bassi possibile, un valore medio default ed il valore più alto consentito dalla fotocamera.

Un’immagine HDR base può ad esempio essere generata a partire da 3 scatti identici ma variati di esposizione, uniti poi tramite Photoshop per creare una sola inquadratura con un range dinamico molto più alto, avendo tutti  insieme le alte esposizioni sulle luci, il giusto calore delle ombre, i valori medi corretti, ecc ecc, appunto ottenendo così una foto in HDR.

Per ottenere uno scatto in HDR, è necessario un cavalletto, per non variare l’inquadratura tra uno scatto e l’altro e non avere immagini mosse.

Selezionate nelle impostazioni della vostra macchina fotografica il valore d’esposizione più basso, settate un tempo d’autoscatto (sempre per evitare che eventuali vibrazioni rovinino il lavoro con un”immagine sfocata) e fotografate.

Ripetere il processo su differenti livelli d”esposizione, fino ad arrivare a quello più elevato.

Molte macchine fotografiche digitali moderne (anche compatte) hanno tra le funzionalità quella di autobracketing sull’esposizione, che scatterà per voi una serie (di solito tre) d’immagini intorno al valore da voi selezionato, es: se il valore è 1, la macchina scatterà una foto a 0.9, una a 1 ed una a 1.1).

Nell’ultima release di Photoshop, la Ps6 sono state apportate alcune nuove funzioni ed ottimizzazioni per creare immagini HDR (è stato migliorato l”algoritmo per ridurre gli aloni e l’elaborazione dell’immagine e altro).

Semplice tutorial.

Vediamo come fare: aprire le tre foto scattate come descritto precedentemente, File > Automatizza > Unisci come HDR > selezionare l’opzione “aggiungi file aperti” (questo aggiunge in automatico i vostri file aperti).

Vi consiglio di lasciare selezionato anche l’opzione “tenta di allineare automaticamente le immagini sorgente anche se avete scattato le foto con un cavalletto, tanto per essere sicuri al 100%.

Cliccate su ok e Photoshop comincerà ad elaborare le immagini.

Sarà creata una nuova immagine con i vostri scatti suddivisi su vari livelli.

Quando avrà ultimato i suoi calcoli, apriràun pannello, “Unisci come HDR” (o Merge to HDR), con le fotografie utilizzate sulla sinistra, l’anteprima al centro e le opzioni di ottimizzazione e raffinamento dell’immagine a destra.

Modificate il punto di bianco dell’immagine fino ad ottenere l’effetto che desiderate.

Quindi cliccate su Ok.

Quello che otterrete è un file nominato “senzatitolo_HDR” a 32 bit, che potrete salvare come file TIFF.

A questo punto dobbiamo convertire il risultato a 32 bit in un’immagine a 16 o 8 bit preservando i valori di luminosità tipici dell’HDR.

Cominciamo a portare l’eventuale immagine da 32 a 16 bit: da Immagine > Metodo > 16 Bit/Canale.

Si aprirà la maschera di conversione, con la quale possiamo andare a effettuare il tonal mapping sull’immagine.

Le opzioni saranno 4; fare alcune prove per vedere come funzionano e come si adattano alle vostre foto.

Un buon metodo di conversione è quello del “Local Adaptation”.  Andando ad aumentare il raggio d’applicazione e il valore di Threshold, riuscirete ad ottenere un buon tonal mapping per la conversione tra i 32 e i 16 bit.

Modificando i valori delle Toning Curve and Histogram potrete migliorare ulteriormente l’immagine da voi creata.

Per ottenere una buona conversione dall’HDR bisogna investire del tempo per fare diverse prove con le varie modalità, quindi calma e pazienza.
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High Dynamic Range HDR
Ecco cosa si può fare.

Durante questo processo la CPU lavorerà tanto e l’uso sarà intenso, è quindi chiaro che un buon computer renderà il tutto molto più semplice, per ovvi motivi (potenza del processore e multicore).

A questo punto, cosa dire: scatenatevi e buon divertimento….o meglio buon HDR.

High Dynamic Range'HDR

Con un poca di manipolazione e HDR!

Alla prossima
UmMaWebdesign